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OPTRONICA< Report >VISUAL MUSIC ON THE BIG SCREEN
by Besegher
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Scritto da Besegher    giovedý, 08 marzo 2007 - Inserisci un commento
OPTRONICA
Visual Music on the Big Screen

14-18 March 2007

Si svolgerà a meta Marzo a Londra il festival Optronica 2007, una delle più importanti realtà internazionali nell'ambito dell'arte elettronica performativa.

Nella sezione Festival Report trovate  una serie di approfondimenti e interviste sui progetti presenti al festival a cura di Silvia Bianchi per VjCentral.it e Marco Mancuso per  Digicult.it

CHRISTIAN FENNESZ/CHARLES ATLAS

Il nuovo progetto prodotto dall'agenzia inglese Forma, unisce due dei più importanti pionieri dell'elettronica in una performance audiovisiva del tutto unica. Con la prima mondiale all'IMAX della loro nuovissima collaborazione, il compositore austriaco Christian Fennesz e il filmmaker e videoartista Charles Atlas porteranno ad Optronica un approccio innovativo alla visual music .

Descritto una volta come "La chitarra elettrica al di fuori dei suoi clichè e delle sue limitazioni fisiche, in grado di creare un nuovo linguaggio musicale", le composizioni musicali stratificate di Fennesz sono tutto tranne che sterili esperimenti al computer, ma sono piuttosto ricche di naturalismo, evocatività, tessuto e atmosfera. I suoi album più recenti, Endless Summer (2001) e Venice (2004) hanno così raggiunto un ampio consenso di critica e pubblico.

Atlas al contempo   ha creato lavori per film, teatro e televisione e per prestigiosi musei come il Whitney a NY e il Musée d'Art Moderne de la Ville a Parigi. Pioniere dell'integrazione del video all'interno delle performance live, Atlas è ancor più conosciuto per le collaborazioni con coreografi, danzatori e performers come Michael Clark , Leigh Bowery , Merce Cunningham e più di recente con la band newyorkese Antony and the Johnsons per la performance audiovisiva Turning. 

 

INTERVISTA CON CHRISTIAN FENNESZ
- Che cosa ti attira nel lavorare nell'ambito del live audiovisivo?
Potete raccontarci un po' del vostro background e di cosa vi ha portato fino a questo punto?

Mi piace fare musica per film “live”. Mi piace reagire a un film in modo spontaneo e improvvisato. L'ho fatto parecchie volte, la maggior parte delle volte per classici del muto come “The Man Who Laughs” al Louvre di Parigi o al Walter Ruttmann´s "Berlin: Die Sinfonie Der Großstadt", e poi Jon Wozencroft ha fatto parecchie volte video live per i miei concerti

- Ci puoi dire qualcosa di più riguardo alla vostra performance ad Optronica. Durante il vostro set utilizzate software o tecnologie modificate? Cosa ne pensate della tecnologia avanzata AV nell'ultima decade e quale è stato l'impatto sulla vostra arte?  
 
Io uso solitamente un patch scritto con max/msp. E' chiamato "lloopp" ed é stato disegnato dal mio amico Claus Filip. Userò anche una chitarra.
 
- Se il vostro spettacolo é collaborazione, puoi dirci qualcosa su i tuoi collaboratori e perché hai scelto di lavorare con loro?  
 
Kamal Ackarie di Forma mi ha spedito un DVD dell'ultimo lavoro di Charlie, e mi ha realmente colpito. Il suo lavoro è estremamente potente ed elegante..

- Quali sono le tue influenze artistiche, sia visive/musicali che audiovisive?

I Beach Boys, Neil Young, My Bloody Valentine, Joni Mitchell, Merzbow, Stockhausen, Chris Marker, Miles Davis, Ligeti, Kurtag, Romy Schneider e molti altri.

- Perchè pensi sia importante che esista un festival come Optronica?

Perché ad Optronica non sono retro.
 

 

 

INTERVISTA CON CHARLES ATLAS
- Che cosa ti attira nel lavorare nell'ambito del live audiovisivo?
Potete raccontarci un po' del vostro background e di cosa vi ha portato fino a questo punto?

Sto facendo video da un pò di tempo. Quello che mi ha attirato nel lavorare con questo live medium sono stati gli sviluppi tecnologici che hanno reso possibile creare un nuovo lavoro, in un modo ragionevole, economico e fatto da sé. Ho cercato anche un nuovo modo di approciare materiali e di fare collage,i e questo mi ha spinto realmente a lavorare in un modo meno controllato: lavorare in questomodo, con una tecnologia che non potevo completamente controllare, mi ha aiutato a evadere dal mio normale modo di lavorare. L'ho trovato vitale ed eccitante: alcuni dei modi con cui ho lavorato con questi mezzi, probabilmente contamineranno altri miei lavori in futuro. Anche molto del mio background e del mio studio è stato relazionato al movimento bidimensionale basato sul tempo e questo sembra, in un certo senso, una progressione naturale.

- Se il vostro spettacolo é collaborazione, puoi dirci qualcosa su i tuoi collaboratori e perché hai scelto di lavorare con loro?

 Ho scorperto Chirstian Fennesz ascoltando il suo lavoro in uno studio di registrazione. Sono ritornato i giorni seguenti e ho provato a raffigurare quello che avevo ascoltato. Allora non lo conoscevo, ma quando ho scoperto chi era ho iniziato a comperare tutti i suoi dischi. Dal mio punto di vista, questa è una grande opportunità di avere la possibilità di entrare in contatto e collaborare su questo progetto. Questa è la prima volta che lavoriamo insieme e non vedo l'ora di farlo

- Quali sono le tue influenze artistiche, sia visive/musicali che audiovisive?

Ho iniziato a lavorare con Merce Cunningham e John Cage e sono stati per me fin dall'inizio una sorta di mentori, anche se il mio lavoro non era molto nello stile di Cage, finché non ho iniziato realmente a lavorare nel live video. Adesso mi sento che l'elemento fortuna è realmente entrato nel mio lavoro come mai prima d'ora. Fin dagli inizi della mia carriera Robert Rau Schenberg è sempre stato di grande ispirazione, mi ha sempre interessato il suo lavoro di collage combinato. Nel mio lavoro di live performance spero invece di catturare qualcosa di simile a un'immagine live/moving che sia una fusione di tutto ciò.

- Perchè pensi sia importante che esista un festival come Optronica?

Hanno creato l'opportunità di rapprsentare questi tipi di lavori, così che il mezzo visivo sia percepito come qualcosa di più di un mezzo esposto in un club o come carta da parati, in modo tale che il lavoro stesso possa diventare più ambizioso.
 

link correlati:
http://www.fennesz.com/


REACTABLE

 

Il modo migliore per pensare a questa installazione è quella di concepirla come una bizzarra e futuristica partita a scacchi in cui il movimento delle pedine attuato dal giocatore genera musica.

Il Reactable è un sintetizzatore musicale tattile sviluppato sa un team di ricercatori e musicisti elettronici del Music Technology Group della Università Pompeu Fabra di Barcellona. Perfino il pioniere del sintetizzatore Bob Moog ha collaborato con il colletivo prima della sua recente sparizione.

Questo particolare strumento audiovisuale, la cui interfaccia ha la forma di un piano di tavolo, permette l’utilizzo simultaneo da parte di più utenti o performer, che possono interagire muovendo, girando ed accarezzando gli oggetti presenti sul piano luminoso e generare così una serie di suoni grazie ad una serie di complessi e dinamici generatori di suoni, dagli oscillatori ai generatori, con una precisa iconografia visuale associata.

Le linee disegnate dai suoni, che si dipingono e trasformano in continuazione, invitano i partecipanti a guardare, toccare e giocare permettendo una comprensione intuitiva dello strumento e delle sue potenzialità.

Reactable sarà presentato durante Optronica Lab venerdì 16 marzo, con una performance di  Marcos Alonso e Martin Kaltenbrunner del team Reactable.
 
Sarà inoltre a disposione del pubblico, in forma di installazione, presso l’Optronica Lounge da Sabato 17 Marzo.
 

INTERVISTA CON REACTABLE

Cosa vi ha spinto a lavorare nel campo dell’audiovideo? Potete dirci qualcosa in merito al vostro background e a come siete arrivati a questo punto?

Tutti i membri di Reactable sono sia ricercatori nel campo delle tecnologie audio sia musicisti.  L’obiettivo che volevamo raggiungere con il nostro progetto non era di creare un output video più complesso ma di considerare gli oggetti visivi come strumenti capaci di accrescere l’usabilità dello strumento rendendo l’interfaccia musicale più semplice ed intuitivo.

Tutti i Reactable hanno fatto tesoro di questo concetto e ciò ha permesso di costruire uno strumento che già nel suo design prendeva coscienza del carattere fondamentale che possiede il feedback visivo per I musicisti che utilizzano il lap top..

Con lo strumento ditgitale generalemente il musicista perde il controllo diretto di tutti gli aspetti di produzione del suono, occupandosi solo della direzione e della supervisione dei processi informatici che gestiscono i dettagli della produzione del suono.

In questo tipo di gestione del suono ogni feed-back visivo è ben accetto e diviene strumento fondamentale per la comunicazione dinamica tra la processazione eseguita dal software e colui che la controlla.

Suonare con il computer senza avere un’interfaccia sarebbe pericoloso come guidare un aereo senza il radar.

Il nostro lavoro cerca di massimizzare l’informazione che viene raccolta in questi componenti visuali senza utilizzare però nè testo nè numeri e trasformandoli in veri e propri oggetti.

Potete anticiparci qualcosa in merito alla vostra performance per Optronica?
 
E  difficile riassumere in poche parole che cosa faremo. È  più facile spiegarlo mostrando la foto della superficie del tavolo. Diciamo che è poco perfino dire siamo insieme performer e improvvisatori ma può farvene un’idea: tutto ciò che esce dai nostri strumenti è performato in real-time. Non usiamo mai sequenze nè tracce preregistate. Lo stesso vale per I video che sono realizzati in real time a partire di ciò che facciamo sul momento e proiettati su un grande schermo.
 

Perchè credete che I festival come Optronica siano importanti?

I visual stanno diventando sempre più presenti nelle performance musicali e, ciò non è sempre positivo. Da una parte li vediamo solo riempire lo spazio visivo senza aggiungere poco o nulla di connesso alla musica e senza una loro significazione autonoma. A nostro parere di più non vuol dire per forza meglio, in questo senso il fatto che la presenza dei visual sia divenuta massiva non significa che sia aumentata la cultura per l’audiovisuale.
Per questo motivo la presenza di festival quali Optronica, capaci di mostrare le potenzialità delle vere performance audiovideo, è sempre più fondamentale.
 

 link correlati:
http://www.mtg.upf.edu/reactable/


VJCENTRAL.IT  e DIGICULT presentano

ITALIANS DO IT BETTER

Installation @ Optronica Lounge Area

Il progetto ITALIANS DO IT BETTER, e' la prima collaborazione tra una realta' italiana e il festival Optronica 2007, una delle piu' importanti realta' internazionali nell'ambito dell'arte elettronica performativa.


Il dvd-installazione e' il prodotto di una accurata selezione che ha portato alla scelta di sei progetti audiovideo italiani rappresentativi della fertilita' artistica del nostro territorio. Uno sguardo su alcuni tra i piu' interessanti artisti italiani attivi nel campo della sperimentazione audiovisuale attraverso la proiezione di sei videoclip realizzati su commissione da Tibor Fabian (Elec), Kinotek, Mylicon/En, Tez, Quayola e Otolab sulle tracce di Autobam, Emanuele Errante, Daniela Cattivelli e Minimono. Ogni videoclip e' focalizzato sulla profonda e radicale convergenza di audio e video, con vari tipi di approcci estetici, da quelli piu' minimali a quelli piu' glitch a quelli infine piu' narrativi.


ITALIANS DO IT BETTER è una panoramica sulle possibilità sinestetiche di sincronizzazione audio video e sull’utilizzo eclettico di codici e software, così in IDNLNYC, video realizzato dai due artisti del collettivo Elec  Tibor Fabian ed Autobam, gli oggetti sono programmati in action script e il loro movimento viene controllato dal segnale audio che è convertito in forma di valori numerici. Per Linfa, Mattia Casalegno (Kinotek) realizza un software che permette il real-time video processing e analizza le sonorità del musicista Emanuele Errante. CF#1_1 è il “sound reactive video painting” realizzato da Tez, un software programmato dall’artista genera un dipinto in continua trasformazione che reagisce in tempo reale al suono. Otolab presentano per la prima volta Field, un video generativo in cui lo spazio 3-D si riempe di segnali a bassa frequenza ed interferenze. Quayola  lavora sulla traccia di Minimono trasformando in  151.01 ogni layer in una specifica animazione grafica. Infine Lino Greco interpreta il suono di Daniela Cattivelli (Mylicon/EN) utilizzando per Portobeseno video, fotografia e film in Super8.

Una panoramica varia che ha l’obiettivo di promuovere il lavoro dei nostri artisti nei festival stranieri e di fare un primo passo concreto nella diffusione della cultura audiovisuale italiana all’estero.

 link correlati:
www.tez.it
www.otolab.net
www.elec.it

www.quayola.com
www.myliconen.it
www.kinotek.org

SEMICONDUCTOR

 Il flusso del mondo è il tema su cui si focalizzano i lavori dei Semiconductor; città in movimento, evoluzioni del paesaggio e sistemi caotici. Ruth Jarman e Joseph Gerhardt hanno iniziato nel 1999 ad esplorare I territori dell'animazione digitale con il fine di produrre lavori video e performance di live animation.

Centrale è il ruolo del suono, che diviene tutt'uno con l'immagine, generandola e controllandola. La raffinata elaborazione digitale si combina con un processo analogo di gestione degli errori generati dal computer.

I Semiconductor sono recentemente tornati a Brighton dopo aver completato una serie di importanti collaborazioni tra cui ricordiamo quella con I Laboratori di studi Spaziali della NASA (Berkley, California), il Berwick Gymnasium (Berwick-Upon-Tweed, UK), e con il Couvent des Récollets di Parigi. Hanno inoltre esposto negli ultimi anni alla Biennale di Venezia , al Contemporary Art Festival di Praga, , all' ICA di Londra , al San Francisco Museum of Modern Art , alla Careof Gallery di Milano , all' EMAFdi Osnabruc k ed all Beaconsfield Gallery di Londra.

I Semiconductor stanno attualmente lavorando alla commissione Animate! e hanno realizzato nei primi mesi del 2007 il DVD Worlds in Flux per la Fat Cat Records.

INTERVISTA CON I SEMICONDUCTOR

- Che cosa vi ha attirato a lavorare nel regno del live audiovisivo? Potete raccontarci un po' del vostro backgroud e di come vi ha portato fino a questo punto?

Abbiamo iniziato a lavorare in questo campo come artisti visivi ispirati dal suono e dalla musica e da un modo di pensare ad essi non come mezzi separati ma in termini di sintesi. Il sound film dei Semiconductor riguarda diversi processi di animazione digitale e, per mezzo di questi, rivela in nostro flusso di lavoro fisico, città in movimento, panorami mutevoli e sistemi caotici. La parte centrale di questi lavori è il ruolo del suono che diventa sinonimo di immagine, poiché esso viene creato, controllato e decifrato; esplorando risonanze attraverso il naturale ordine delle cose.

In modo raffinato, il lavoro digitale viene fuso con processi analogici che formano le nuances all'interno di sistemi di computer, come co-ispiratori. Presentati come documentari romanzati, questi lavori sono proiettati nel futuro; storie che devono essere ancora realizzate. Questi films vengono proiettati nelle gallerie, nei festivals e nelle biennali di tutto il mondo, inoltre vengono utilizzati come cornice ad installazioni sonore. Semiconductor producono anche lavori di film sonori live che realizzano in occasione di festival ed eventi multi-media.

- Ci potete dire qualcosa di più riguardo alla vostra performance di Optronica? Durante il vostro set utilizzate software o tecnologie modificate? Cosa ne pensate della tecnologia avanzata AV nell'ultima decade e quale è stato l'impatto sulla vostra arte?

L'ultimo contributo dei Semiconductor al genere del live cinema è stata la performance dal vivo dedicata al software Sonic Inc, un programma di disegno 3D in tempo reale che progetta l'inizio di un mondo artificiale con i suoi abitanti informi. L'estetica dei visual del Sonic Inc. si allontana dal mondo dell'high-tech della computer grafica verso l'inerente linguaggio visivo del computer come materiale. Paesaggi senza forma che evolvono con semplici “forme di vita” che crescono secondo il soundscape. Trasformando strutture di base e di sviluppo in creature, esse imparano a muoversi autonomamente, crescendo, rispondendo e costruendo il loro stesso ambiente. Lo sviluppo di Sonic Inc's è stato ispirato dalla sfida a creare immagini e manipolazioni reali dal vivo. Il programma “ascolta” l'input del suono e lo scratch crea e anima i paesaggi e le creature, a secondo degli input determinati dai Semiconductors in tempo reale.

Ogni elemento è controllato in tempo reale, le telecamere, il punto di vista, la creazione e l'applicazione delle strutture delle immagini, lo sviluppo della creazione, la creazione del paesaggio et., Si tratta di un programma a scopo multiplo, che può anche essere usato come strumento di improvvisazione, utilizzando un contatto audio diretto dal vivo con i musicisti.

- Quali sono le vostre influenze artistiche, sia visive/musicali che audiovisive?

Siamo stati ispirati dalla libertà e dall'energia della musica per creare la nostra arte visiva e le nostre animazioni, aiutati lungo il nostro cammino dai pionieri del cinema. Abbiamo seguito le loro tradizioni usando questa nuova era del digitale e della tecnologia portatile, Oskar Fischinger, The Whitney Brothers, Len Lye and Zbigniew Rybczynski.

- Perchè pensate sia importante che ci sia un festival come Optronica?

Il Regno Unito è rimasto indietro dall'anima Europea in termini di media festivals contemporanei . Optronica è un raro esempio nel Regno Unito, in quanto ha già stabilito una reputazione internazionale con le sue straordinarie performance dal vivo, che lo rendono unico tra gli altri.


 link correlati:
http://www.semiconductorfilms.com/

RECHENZENTRUM

Rechenzentrum, centro di elaborazione dati. Nome francamente più azzeccato per un collettivo di sperimentazione elettronica audiovisiva non ci potrebbe essere, con quel tocco teutonico sempre ricco di fascino per noi italiani e non solo. Tutti coloro che operano e si interessano al mondo dell'arte digitale, hanno imparato e conoscere e apprezzare questo trio berlinese che dall'ormai lontano 1997 ha compiuto molta strada, agendo spesso da pioniere e spartiacque a cavallo tra video arte e musica elettronica, al punto da essere oggi tra i primi a venire sommessamente accusati di avere raggiunto quella sorta di plateaux creativo che ha sempre più spesso i connotati dell'inerzia, o della semplice mancanza di stimoli.

Perché sarebbe stupido e pericoloso non ammettere che la giovane disciplina dell'elettronica audiovisiva sembra sempre più spesso mostrare la corda, in termini creativi, in rapporto a una crescente produzione artistica e a un livellamento tecnico generale. Marc Weiser , musiche e programmazioni, e Lillevan , video e loop, sono quindi profondamente consapevoli di ciò che li circonda, di come si sia arrivati in pochissimo tempo alla necessità di una svolta, o di una profonda presa di coscienza artistica, forse analoga a quella che li spinse a scrivere quel documento programmatico dell'integrazione audiovisiva che ha rappresentato un dogma per molti giovani artisti che seguirono negli anni.

INTERVISTA CON I RECHENZENTRUM

- Avete scritto che vi considerate alla stregua di una vera band che si esprime mediante elementi audiovisivi, dando la stessa importanza quindi alle componenti visive e a quelle sonore, portandole su un unico livello, trattando la musica con un approccio visuale e i video come uno strumento musicale. Ma come traducete in pratica questo concetto e questo approccio? Come è possibile capire questo dalle vostre performance?

Rechenzentrum: Beh, noi abbiamo scritto un manifesto su quello che è il nostro pensiero della sperimentazione elettronica audiovisiva. Nei primi anni ‘90 c'erano molti club che iniziavano a presentare, al fianco dei loro dj, dei video; e lo stesso valeva all'interno dei festival. Si è reso presto necessario scrivere un manifesto che traducesse il nostro approccio a questo lavoro, che spiegasse chiaramente che per noi è importante che la musica e le immagini camminino insieme, creando un unico evento che non può essere ripetuto, come una sorta di improvvisazione in cui la componente visuale è sempre allo stesso livello della musica e del ritmo. Senza in questo controllare come possa reagire il pubblico, ma lasciando scorrere il tutto con estrema naturalezza. Non c'è una componente tecnica eccessiva nel nostro lavoro come molti credono, c'è molta componente umana, molta improvvisazione, molta visione comune delle cose. Dal vivo ognuno di noi non sa cosa sta facendo l'altro; improvvisiamo sulla base di ciò che sta accadendo sul palco in quel momento. Sulla base delle nostre emozioni

-C'è molta improvvisazione quindi nel vostro lavoro e nei vostri show

Rechenzentrum: Sicuramente il live ha una componente di indeterminatezza molto forte, anche se abbiamo cose preparate molto complesse; con un computer a disposizione possiamo scegliere cose già preparate in studio, mixarli nella maniera più opportuna, cambiare solo dei parametri e modificare le ritmiche o gli effetti. Non ci sono forti sincronismi tra audio e video, pensiamo che non ci sia niente di più noioso della sincronizzazione; è come una presentazione di un lavoro, non c'è nessuna componente dal vivo, è tutto bello e perfetto ma non c'è improvvisazione e umanità in questi show. Guarda un'esibizione degli Skoltz Kolgen e capirai cosa intendiamo dire.

- Come vi rapportate con il crescente e spesso frenetico approccio high-tech alla sperimentazione digitale audio-video?

Dobbiamo ammettere che la nostra ricerca spinge in una direzione diversa da quella iper-tecnologica che caratterizza la maggior parte delle sperimentazioni moderne, diversa l'attenzione dalla ricerca tecnica o dalla realizzazione sincronica del lavoro. Il nostro scopo, ciò che ci piace fare realmente, è una versione umana dell'audiovisivo elettronico. Ci interessa scegliere la direzione verso la quale lavorare in modo autonomo, non quella che ci consigliano la Sony o la Pioneer o le grandi ditte di produzione di software e supporti. Quindi anche per questo il Dvd è un supporto che non ci interessa. Nei prossimi dieci anni sarà tutto nuovamente diverso, sia per i supporti audio che per quelli video, nonché per quelli di riproduzione, senza dimenticare tutto quello che si potrà fare scaricando i contenuti dalla rete e rendendoli disponibili su diversi supporti come cellulari o palmari, a velocità crescenti. In questo senso si rischia la sovrapproduzione di contenuti; musicisti e video artisti dovranno stare attenti nel senso che tutti questi supporti richiederanno contenuti, sempre di più e sempre più spesso, tendendo a sminuire e ridurre l'importanza e l'impatto del proprio lavoro. E' importante tenere sempre presente cosa si sta facendo in quanto artisti.

- Non pensate che, proprio per il vostro ruolo di artisti, sia importante avere anche un approccio al proprio lavoro in termini di comunicazione oltre che un impatto esclusivamente estetico ed emotivo?

Sicuramente come artista tendi a lavorare su differenti livelli; io (Lillevan) scelgo le immagini per differenti motivi, sia perché sono belle ma anche perché comunicano un certo stato d'animo. La pura estetica non è sufficiente, bisogna cercare una narrativa, anche essendo astratti, proprio perché “astratto” significa cercare l'essenza delle cose. Con il suono è lo stesso, non è più difficile e non penso che l'impatto sia meno diretto rispetto ai visual.

 link correlati:
www.rechenzentrum.org

 

VITASCOPE

Optronica Lab presenta in esclusiva l'ultimo lavoro dello scozzese Simon Richardson , in arte Vj Vitascope , e del suo collettivo Hannas Barber, trio musicale dedito alla sperimentazione nel campo dell'elettronica e delle sonorità down-tempo.

L'articolato percorso del trio nell'esplorazione elettronica inizia nel 1995 attraverso l'applicazione delle tecniche di improvvisazione anaologico/digitali. Vitascope ha lavorato come VJ con artisti della portata di Andrew Weatherall and Derrick May . Ha preso parte ad eventi dal respiro internazionale quali il FILE di Sao Paulo del Brasile (2003) e al vj festival trans-siberiano Kulturedrang Nach Osten (2002).

Vitascope utilizza per i suoi set loop in 16 mm , ricavati da pellicole che lui stesso gira e in cui il dinamismo del suono si rivela attraverso il movimento elementare di linee, forme e sfondo che si compongono dando vita ad un suggestivo ambiente 3-d.

 

INTERVISTA CON VITASCOPE

- Cosa ti ha avvicinato al mondo dell'audiovideo?

Le possibiltà sinestetiche insite nell'incontro dinamico tra I due sensi. La combinazione di audio e video a tempo le esplora e dà così vita ad una sorta di scultura di luce a quattro dimensioni.

- Puoi anticiparci qualcosa sulla tua performance per Optronica? Come pensi che l'evoluzione della tecnologia AV abbia impattato sulla tua arte?

Per la mia performance per Optronica utilizzerò insieme loop in 16mm e cut up audio-video realizzati in digitale, con la finalità di creare un ambiente sonoro capace di estendersi in vero e proprio paesaggio. Ciò a cui ho cercato di dare forma è un percorso di esplorazione delle possibilità potenziali insite nella trasformazione del vj in “expanded VJ”, grazie all'aiuto di alcuni sviluppi sul piano figurativo ottenuti attraverso l'inserimento di animazioni digitali realizzate con Flash. Ho realizzato una serie di loop in 16 mm inspirato dal lavoro di artisti quali Harry Smith, Len Lye, Oscar Fishinger e Norman Mclaren, tutti contraddistinti dal primato nell'esplorazione del colorito dinamismo del suono.

Ho lavorato nei club dal ‘94 al 2002, utilizzando tre proiettori e centinaia di loop tagliati per creare live una reazione video all'audio suonato dal DJ. Nel 1998 mi fu commissionato la realizzazione del film “Loophole”, a cui lavorai, grazie ad un'operazione di editing digitale, realizzando una nuova colonna sonora e curando simultaneamente la parte viisiva. Il film fu proiettato al Glasgow Film Theatre e al European Media Arts Festival nel 1999. Arrivarono così le commissioni per le tre serie di Mixmasters, trasmesse sulla rete nazionale e proiettate in tutto il mondo. Dopo aver completato gli studi in “Immagine Elettronica” al Jordanstone College of Art and Design, nel 2001, ho iniziato a lavorare sulle possibiltà di integrazione tra la riproduzione digitale e il controllo dell'audio e l'irriproducibilità della più vecchia e silenziosa tecnologia del 16 mm. Per questa performance utilizzerò per la prima volta un mixer che mi consentirà di lavorare contemporaneamente con queste fonti. La tecnologia in questo senso stà giocando un ruolo fondamentale sull'evoluzione delle forme di Vjing.

- Perchè credi che I festival come Optronica siano importanti?

Credo che un evento come Optronica sia eccezionale per testimoniare i passi avanti fatti in questo campo, a differenza di molti altri festival dedicati ai new media questo festival si stà infatti incaricando di portare in scena un intero settore artistico, portando sul palco performers, film-makers, computer artist e sound artist e proponendo varie possibilità di interazione tra queste modalità di espressione artistica. Credo che il set up di un audio-video possa presto arrivare a trasformarsi in un vero e proprio strumento musicale così come lo sono chitarra e sassofono. Così come il concetto di chitarra si è modificato nel corso degli anni indicando una serie smisurata di chitarre di varie tipologie così forse stiamo assistendo alla scoperta di un nuovo strumento che permette di veicolare contemporaneamente audio e video.

 link correlati:
www.plasticpower.co.uk

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