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eyes on vjs #07 July 08
by Besegher
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Scritto da besegher    venerd́, 04 luglio 2008 - Inserisci un commento


Settimo appuntamento con  "Eyes on Vjs", questo mese protagonista Roberto Zitolo in arte Headvision. Vj, live video performer direttamente dalla città di Torino.

(VJC) Prima di tutto parlaci un pò di te: chi sei, cosa hai fatto?

(HEADVISION) Mi chiamo Roberto Zitolo e dal 2004 lavoro nel campo dell’audiovisivo con lo pseudonimo di Headvision. Durante gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna ho sviluppato questo progetto, concentrandomi su produzioni di short movie e videoinstallazioni per poi convergere, in seguito al diploma, nelle esperienze performative del video in tempo reale.

Headvision nasceva come progetto finalizzato al recupero e manipolazione del materiale di repertorio televisivo e cinematografico, dove il rifilmaggio di palinsesti e programmi tv (ottenuto con tecnologie a basso costo) rappresentava una personale rilettura della realtà mediatica. Oggi mi oriento più verso la produzione di materiale originale, cercando una visione svincolata dall’influenza dei vecchi media che tratti della realtà circostante, editatandola su supporto digitale o rielaborata in presa diretta nei  progetti multimediali in ambiente video processing.


(VJC)Nella tua formazione, da cosa pensi di essere stata maggiormente influenzato e cosa ti influenza ancora oggi?

(HEADVISION) In passato l’influenza più forte è stata quella di natura cinematografica, in specialmodo di quel cinema sperimentale firmato Burroughs, Brakhage, Grifi, Debord. Questi autori, con il loro decostruire il cinema e le sue tecniche tradizionali, hanno rappresentato un momento molto importante della mia formazione: ho scoperto il fascino dell’analogico, della grana della pellicola (poi diventato pixel), delle tecnologie a bassa definizione, oltre che ad un utilizzo del montaggio in grado di sovvertire la narrazione originale in favore di un nuovo messaggio. A tutt’oggi gli insegnamenti di quella corrente sono ancora presenti nelle mie produzioni.

(VJC) Cos’è un vj?

(HEADVISION) Chi miscela con un mixer video del materiale visivo proveniente da diverse fonti e supporti, creando un percorso parallelo alla set musicale.

(VJC) Cosa non è un vj?

(HEADVISION) Chi riesce ad andare al di là del djset, lavorando anche in ambienti e situazioni più articolate.

(VJC) Vjset o livemedia?

(HEADVISION) Preferisco orientarmi sul livemedia, sfruttando le potenzialità di una performance in real-time per sperimentare e osare di più, sia come mezzi che come contenuti. Inoltre mi da’ più l’idea di gruppo, di orchestra, dove un insieme di voci differenti si coordinano e dialogano verso e con il pubblico, che sempre più spesso è chiamato ad interagire divenendo parte integrante della performance. 

(VJC) Credi che ci possa essere una narrazione durante il vjset o si deve parlare di pura (o mera?) estetica?

(HEADVISION) È inevitabile creare una narrazione, anche quando l’intento è opposto. Il montaggio in tempo reale genera sempre una narrazione, a volte lineare a volte destrutturata e casuale.  Dipende dal fine come dalla capacità di fruizione del pubblico.  Poi la narrazione ha indubbiamente una sua estetica legata alla scelta del materiale e dal modo di proporlo. Un vjset rischia di diventare (anti)estetico quando il vj si concentra solo nel virtuosismo dell’effetto digitale o sullo switch ossessivo tra i canali e non riflette sull’atmosfera sonora, tantomeno su una propria coerenza visuale.

(VJC) Materiale proprio o resampling?

(HEADVISION)Entrambi.

(VJC) Il computer come interfaccia fisica del liveset, limite o estensione?

(HEADVISION) Il computer come mezzo, utilissimo ma non indispensabile.

(VJC) Progetti in corso?

(HEADVISION) B-Light Project, il progetto performativo multimediale che mi ha visto coinvolto lo scorso anno col musicista elettronico Eniac e la danzatrice Nadessja, sta prendendo nuove direzioni, ma è ancora presto per parlarne. Nel frattempo sto lavorando a delle videoinstallazioni  multischermo ispirate alle periferie torinesi, che spero vedranno la luce del proiettore in autunno.


(VJC) Dal tuo punto di vista, cosa pensi di Torino oggi, per quanto riguarda la scena del live video performance e del vjing?

(HEADVISION) Torino è una città particolare. Di professionisti e appassionati ce ne sono e spesso assistiamo a cose davvero interessanti, soprattutto nell’ambito dell’interaction design. Ma non nego che occorrono spazi e situazioni specifiche per la scena audiovisiva e videoperformativa,  al di là di eventi oramai istituzionalizzati o fortemente vincolati al panorama musicale di tendenza.  Qualcosa che riparta dal basso, dalla volontà di creare un network di sperimentazione e scambio culturale che altre città italiane hanno saputo costruire negli anni.

(VJC) Cosa odia un vj?

(HEADVISION) Fare da contorno di una serata, da “gadjet” per una situazione in cui poi si pensa a tutto fuorché ai visuals.

(VJC) Cosa ama un vj?

(HEADVISION) Esprimersi a tempo di musica.

(VJC) Con quale musicista ti piacerebbe collaborare in futuro?

(HEADVISION) Eluvium, il progetto musicale del compositore americano Matthew Cooper

Quale software per i tuoi vjset?

(HEADVISION) Resolume e Flxer per i vjset, Isadora per le performance più strutturate.

(VJC) Video artista preferito?

(HEADVISION) Studio Azzurro, Fabrizio Plessi, Bruce Nauman, Candice Breitz.



WEB LINK
www.myspace.com/headvision
www.myspace.com/blightproject

 

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